Comunicare il rischio
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La prevenzione in fasce
 
Sara Farchi, Luigi Gagliardi, Gherardo Rapisardi, Franca Rusconi, autori del progetto Piccolipiù.
Pubblicato su Va' Pensiero n° 640
 
Seguire più di tremila neonati italiani dalla nascita fino all’età adulta. È il progetto di ricerca e sanità pubblica Piccolipiù, che ha come obiettivo identificare i principali fattori di rischio che, a partire dalla gravidanza, possono influire sulla salute del bambino e promuovere comportamenti salutari di provata efficacia. Un progetto al quale il Pensiero Scientifico tiene particolarmente: sia perché riguarda il bambino, sia perché coinvolge il Dipartimento di Epidemiologia del SSR del Lazio e l’Ospedale pediatrico Meyer con cui la casa editrice collabora.
 
 
Verso un sistema di sorveglianza attivo
 
Marina Torre, Istituto Superiore di Sanità, Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute.
Pubblicato su Va' Pensiero n° 638
 
Nel 2012 in Italia sono stati effettuati più di 160 mila interventi di sostituzione di protesi di anca e ginocchio. Si tratta di un fenomeno in continua crescita che coinvolge la sanità pubblica sia in termini di sicurezza del paziente, sia in termini di spesa. Monitorare questa pratica in continua evoluzione - tenendo traccia dei dispositivi impiantati e valutando l’impatto dei cambiamenti - è stato l’obiettivo di RIAP, il progetto Registro Italiano Artroprotesi. Con oltre 220 mila interventi RIAP è il più ampio database nel nostro Paese.
 
 
Dopo l'ictus… time is brain!
 
Giuseppe Micieli, Direttore del Dipartimento di Neurologia d’Urgenza, IRCCS Istituto Neurologico Nazionale C. Mondino, Pavia.
Pubblicato su Va' Pensiero n° 633
 
L’ictus cerebrovascolare è una patologia dagli alti costi sociali ed economici. Riconoscere i sintomi e raggiungere tempestivamente la Stroke Unit può salvare la vita e limitare le disabilità. Il problema non è tanto come organizzare le Stroke Unit. Ma piuttosto come garantire la qualità e raggiungere una copertura adeguata su tutto il territorio, anche nel Centro-Sud, spiega Giuseppe Micieli co-autore del Quarto rapporto sull’ictus La ricetta? Una rete di strutture più complesse collegate alle strutture periferiche di primo livello.
 
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