Comunicare il rischio
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Soddisfatti e informati
 
Marco Bobbio, cardiologo, membro del Consiglio direttivo di Slow Medicine.
Pubblicato su Va' Pensiero n° 668
 
Il paziente informato è più sereno, stimola il medico a studiare di più, “consuma” meno medicina, partecipa di più alla ricerca clinica e solleva meno contenziosi nei confronti del sistema sanitario nazionale. Nel tracciare l’identikit del paziente informato, Marco Bobbio elenca i vantaggi di arrivare alla “decisione giusta” tenendo conto delle valutazioni soggettive del paziente: è tempo di informare per una scelta più appropriata, per migliorare la consapevolezza e la soddisfazione dei pazienti.
 
 
#nonseneparlapiù: biberon al bisfenolo A e ftalati
 
Giacomo Toffol, pediatra di famiglia, referente del Gruppo di lavoro Pediatri per un Mondo possibile dell’Associazione Culturale Pediatri.
Pubblicato su Va' Pensiero n° 650
 
Di tanto in tanto si torna a parlare di biberon e giocattoli di plastica “pericolosi”. Mentre aumentano le evidenze sugli effetti nocivi sui bambini (e non solo) del bisfenolo A, degli ftalati e altri composti organici presenti nella plastica, i Governi intervengono con nuove direttive più restrittive per contenere i danni. Possiamo dire che oggi quasi tutti i biberon e giocattoli in mano ai bambini sono sicuri? La parola a Giacomo Toffol del gruppo Pediatri per un Mondo possibile.
 
 
La prevenzione in fasce
 
Sara Farchi, Luigi Gagliardi, Gherardo Rapisardi, Franca Rusconi, autori del progetto Piccolipiù.
Pubblicato su Va' Pensiero n° 640
 
Seguire più di tremila neonati italiani dalla nascita fino all’età adulta. È il progetto di ricerca e sanità pubblica Piccolipiù, che ha come obiettivo identificare i principali fattori di rischio che, a partire dalla gravidanza, possono influire sulla salute del bambino e promuovere comportamenti salutari di provata efficacia. Un progetto al quale il Pensiero Scientifico tiene particolarmente: sia perché riguarda il bambino, sia perché coinvolge il Dipartimento di Epidemiologia del SSR del Lazio e l’Ospedale pediatrico Meyer con cui la casa editrice collabora.
 
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