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| Comunicare il rischio |
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| Social network contro le malattie sociali? |
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Enrico Coiera, Director Centre for Health Informatics, Australian Institute of Health Innovation, University of New South Wales, Sydney (Australia). |
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| Twitter, Facebook e i social media al servizio della sistema salute. Diversi sono gli ambiti - spiega Enrico Coiera - in cui il social web trova già applicazioni con buoni risultati: dalla misurazione della qualità e della sicurezza dell’assistenza sanitaria alle emergenze; dalla salute pubblica alla promozione della salute. Ma i social network potrebbero dare molto di più per affrontare le socially shapen diseases, le malattie più costose, dannose e complesse dei nostri tempi. Cosa accomuna il social web alle iniziative per la trasparenza dei dati della ricerca? |
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| Alleati per migliorare l’efficacia delle cure |
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Elisabetta Patorno, research fellow alla Harvard Medical School, Brigham & Women’s Hospital, Boston USA. |
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| C’è una certa distanza tra chi studia l’uso dei farmaci nel mondo reale, chi li prescrive e chi ne fa uso. I medici vivono la farmacoepidemiologia e la farmacovigilanza come una sorta d’intrusione nella loro attività clinica. I pazienti non sanno a chi credere. È un problema solo italiano? Elisabetta Patorno racconta la sua esperienza alla Harvard Medical School e commenta i processi di cambiamento culturale che vanno nella direzione di una sinergia tra i diversi attori coinvolti (non da ultima la Big pharma) e di una condivisione dei dati dei trial clinici. |
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| Alta pressione nel mondo |
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Gianfranco Parati, Direttore del Dipartimento di Cardiologia dell’Istituto Auxologico di Milano, Università Bicocca-Milano. |
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| L’ipertensione arteriosa è il principale killer. Uccide più del tabacco, senza confini. Sappiamo molto su come ridurre la pressione arteriosa ma sappiamo poco non su come intervenire, nei paesi a basso e medio reddito. Andrebbe preso come esempio il programma Kenya per l’hiv incentrato sulle visite a domicilio. E nei paesi ad alto reddito? Gianfranco Parati spiega il valore dell’automisurazione della pressione arteriosa a domicilio. "È uno strumento che, se usato in modo corretto, arricchisce la capacità diagnostica con una spesa minima e ci permette di fare bene il nostro lavoro". |
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