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| Autori |
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| La cultura del gusto e
il gusto della cultura |
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| Ritratto
di Giuseppe Fatati, responsabile dell'Unità di Diabetologia
e Nutrizione clinica dell'Azienda
S. Maria di Terni,
segretario generale dell'Associazione di Dietetica e Nutrizione clinica |
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Può dire
di avere avuto un Maestro?
Il professor Fausto Grignani che è stato il mio primo Direttore.
Ha passato periodi di studi all'estero dopo la laurea? Se sì dove
e per quanto tempo?
No.
Il suo più grande successo professionale? E la più grande
delusione?
Il più grande successo è l'essere riuscito ad organizzare il Servizio
di Dietologia e Nutrizione Clinica dove lavoro; la più grande
delusione quella di non essere riuscito a trasformarlo in una struttura
complessa.
Qual è la parte del suo lavoro più gratificante?
Il rapporto con i pazienti.
E quella più noiosa?
Il rapporto con il management aziendale.
Qual è il commento più memorabile che ha ricevuto
da un referee?
Che il lavoro non era giudicabile e poi vederlo pubblicare su una rivista
internazionale.
Il refuso più "pericoloso" che le è sfuggito
di mano…
L'affermazione : "Hai detto una cosa quasi intelligente" riferita
ad una persona che conta molto.
Quanto impiega ad andare al lavoro?
Cinque minuti.
Cosa ha appeso alle pareti del suo ufficio?
Le foto dei miei genitori e il manifesto di una mostra di arte che ho
curato 20 anni fa.
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Qual è stato il suo primo "esame"?
Il mio primo vero esame è stato l'esame di guida.
Qual è il suo più grande rammarico?
È
troppo personale per confessarlo.
Ha delle paure nascoste?
Sì, come tutti.
Una lettera che non ha mai spedito?
Una lettera aperta ai giornali sulle stupidaggini dette e fatte in Sanità.
Il compleanno più bello?
Il primo anno di mia figlia.
C'è qualcosa a cui non rinuncerebbe?
L'orgoglio.
E qualcosa a cui vorrebbe rinunciare?
L'orgoglio.
Una cosa che la appassiona?
Le mie idee.
In cucina preferisce stare al tavolo o ai fornelli?
Senz'altro al tavolo.
Si mangia per sopravvivere o per godere?
Se non si sopravvive non si gode.
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Qual è la prima pagina che
guarda sul giornale?
L'ultima.
La televisione serve a guardare…
Gli altri e attraverso loro noi stessi.
Chi le telefona più spesso?
Mia sorella.
Il momento migliore della giornata: l'alba o il tramonto?
Sicuramente l'alba.
E il miglior giorno della settimana?
Il sabato.
La prima cosa che farebbe se fosse Ministro della Salute?
Manderei a casa tutti i burocrati e gli esperti di informatica.
Il politico che inviterebbe a cena?
Se è proprio necessario Casini.
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Come trova il tempo di scrivere e dove?
La sera tardi o la mattina presto nel mio studio.
Il computer è un alleato o un nemico?
Una alleato perché non dimentica se hai "salvato".
Ha mai scritto una poesia? O ha mai sognato di scrivere una poesia?
Sì, ma non l'ho mai riletta.
E un diario?
No, ma mi piacerebbe.
Quale libro ha sul comodino?
"I bucatini di Garibaldi" di William Black (Piemme Editore).
Qual è l'ultimo che ha regalato?
È
un mio libro: "Una Vita Singolare. Felice Fatati 1908-1977" (Edizioni
Thyrus).
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| Quale musica ascolta e dove?
Vasco Rossi in macchina.
Treno, auto o aereo?
Al primo posto l'auto, al secondo l'aereo e al terzo il treno.
La vacanza più bella?
Sicuramente quella che si deve ancora fare.
La città europea più bella?
Praga, tra le non italiane.
Lo sport preferito?
Una volta il calcio.
26 ottobre 2005 |
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| Specialista di dietoterapia clinica
e anche uomo di cultura umanistica nonché Accademico della Cucina,
Giuseppe Fatati ha scritto diversi libri per Il Pensiero Scientifico Editore:"Manuale
clinico per la gestione del paziente obeso e in soprappeso" (2001), "In
cucina e non solo" (2001), "I
disturbi del comportamento alimentare: dall'anoressia al binge eating" (2002).
L'ultima pubblicazione, "Star
bene mangiando" (2005),
è una guida all'educazione alimentare accompagnata da un ricettario
che ripercorre le tradizioni culinarie regionali italiane, dalla Sicilia,
alla Sardegna, alla Valle D'Aosta. |
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