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Nel manifestare stupore ed imbarazzo per quest'assurda vicenda, non è
mia intenzione entrare nel merito degli aspetti tecnici delle due revisioni
sistematiche, ma solo riportare le mie considerazioni su alcune regole
della Cochrane Collaboration (CC), sugli atteggiamenti di Gøtzsche
e sulla posizione di Lancet.
- La CC si è progressivamente costruita un'aureola di credibilità
scientifica, indispensabile per "mettere ordine" tra la notevole
quantità di ricerca prodotta; a garanzia di tale affidabilità
la CC ha posto una rigorosa metodologia che caratterizza le sue revisioni,
rispetto a quelle prodotte da altri [1,2].
- La vicenda sullo screening mammografico è iniziata con la pubblicazione
- sempre su Lancet - di una revisione sistematica dello stesso Gøtzsche.
Tale revisione, è stata successivamente proposta al board editoriale
della CC che, non ritenendola sufficientemente rigorosa, ha proposto
agli autori alcune modifiche. Il risultato è che oggi la comunità
scientifica si ritrova due revisioni sistematiche sullo screening mammografico
prodotte dagli stessi autori: una pubblicata sulla Cochrane Library
che rispetta le regole della CC, l'altra "ospitata" su Lancet
dove gli autori hanno seguito le proprie, raggiungendo conclusioni opposte.
- L'atteggiamento di Gøtzsche nei confronti della comunità
scientifica, oltre che della stessa Cochrane Collaboration (di cui è
uno dei maggiori esponenti), non sembra sporadico. Infatti, l'autorevole
ricercatore danese - animato da uno spirito assolutista dal sapore "dibelliano"
- sembra avere avviato, da poco più di un anno, una saga ispirata
dall'ebbrezza del "controcorrente":
- ha mandato in soffitta lo screening per il carcinoma mammario [3],
decidendo di "mettersi in proprio", rispetto alle regole dell'Istituzione
di cui fa parte;
- ha stravolto le conoscenze sul placebo [4];
- ha posto severe critiche sulla qualità delle revisioni Cochrane
[5].
Questi atteggiamenti rinforzano la legittima preoccupazione che la tanto
criticata autorevolezza dell'opinion leader stia gradualmente cedendo
il potere a quella - spesso esasperatamente tecnicistica - dei "manipolatori
individuali dell'informazione scientifica", che con l'inclusione/esclusione
di uno o più studi in una revisione sistematica - "alchimia
statistica", secondo Feinstein [6]- determinano
le sorti degli interventi sanitari.
- La CC, quale Istituzione di riferimento nella sintesi dell'informazione
scientifica, non può permettere che "schegge impazzite"
con la complicità di editori affetti da sensazionalismo cronico
(Lancet, nella sua autorevolezza, è la rivista più "scandalistica"
tra le grandi) contribuiscano a sollevare tra gli operatori sanitari
legittimi dubbi sulla validità delle revisioni sistematiche.
Sarebbe come gettare alle ortiche vent'anni di ricerca metodologica
sulla sintesi dell'informazione!
- Alla luce dei fatti accaduti ritengo inaccettabile:
1. Che la CC prenda in considerazione revisioni sistematiche
già pubblicate in letteratura che, a seguito "trattative"
con gli autori sulle modifiche da apportare, possano ottenere il "foglio
di via" per la pubblicazione sulla Cochrane Library.
2. L'accordo che consente di pubblicare le revisioni Cochrane
sulle riviste biomediche, per varie ragioni:
- per i limiti imposti dalle regole editoriali, le versioni pubblicate
dalle riviste costituiscono, rispetto a quelle originali, un "surrogato"
che potrebbe creare problemi d'interpretazione per carenza di dettagli;
- le maggiori riviste biomediche, rispetto alle revisioni Cochrane,
hanno una circolazione ed un impatto di gran lunga superiori, specie
nel mondo clinico;
- il fatto che il New England Journal of Medicine non abbia accettato
- analogamente a Lancet, BMJ o JAMA - di pubblicare le revisioni Cochrane,
è stato inizialmente interpretato (anche dal sottoscritto) come
"l'ennesima manifestazione di un estremo conservatorismo"
che da sempre caratterizza la prestigiosa testata. In realtà,
nessuno si è reso conto che quest'atteggiamento tutelava più
la CC che la rivista;
- in un'epoca dove il conflitto d'interessi è presente anche
dove non esiste, non si può nascondere che la pubblicazione di
una revisione Cochrane su una rivista prestigiosa - anche se "non
viene ritenuta dalla Cochrane una pubblicazione doppia" - costituisce
pur sempre un sistema per duplicare i titoli scientifici.
- Preferisco non commentare la posizione di Richard Horton - per il
quale nutro, peraltro, grandissima stima - che si erge a garante di
una "libertà accademica", censurata dal board editoriale
della CC. E' un po' come offrire "asilo editoriale" a profughi
perseguitati da un sistema che ne limita la libertà di stampa.
In realtà Horton dimentica che la CC, nel pieno rispetto della
libertà degli autori, impone loro la condivisione di una serie
di regole diverse da quelle che regolano la pubblicazione degli articoli
sulle riviste biomediche.
- In ogni caso, non escludo che Gøtzsche e Horton possano avere
le loro ragioni nel criticare i metodi dell'editorial board della CC,
ma sicuramente hanno scelto la strada peggiore per farlo sapere alla
comunità scientifica internazionale: quella dello scoop giornalistico!
Conflitti d'interesse. Non ho mai ricevuto compensi,
a nessun titolo, dalla Cochrane Collaboration. Lancet ha rifiutato un
mio manoscritto nell'ottobre del 1996.
Bibliografia
1. Jadad AR, Cook DJ, Jones A, et al. Methodology
and reports of systematic reviews and meta-analyses: a comparison of Cochrane
reviews with articles published in paper-based journals. JAMA 1998;
280: 278-80.
2. Jadad AR, Moher M, Browman GP, et al. Systematic reviews and
meta-analyses on treatment of asthma: critical evalua-tion. BMJ 2000;
320: 537-40.
3. Olsen O, Gotzsche PC. Cochrane review on screening for breast
cancer with mammography? Lancet 2001;358:1340-42.
4. Hrobjartsson A, Gotzsche PC. Is the placebo powerless? An analysis
of clinical trials comparing placebo with no treatment. N Engl J Med
2001; 344: 1594-602
5. Olsen O, Middleton P, Ezzo J, Gotzsche PC, et al. Quality of
Cochrane reviews: assessment of sample from 1998. BMJ 2001; 323: 829-32.
6. Feinstein AR. Meta-analysis: statistical alchemy for the 21st
century. J Clin Epidemiol 1995; 48: 71-9.
Per saperne di più:
Alessandro Liberati è stato intervistato sul
tema dal BMJ
lo scorso 26 ottobre.
Il sito del Centro Cochrane Italiano ha riservato
al dibattito un'ampia
sezione.
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