Screening mammografico: sofismi o numeri?

Franco Del Zotti
Co-responsabile Area Ricerca della SIMG, Verona



Ho apprezzato il pregevole intervento di Liberati sulla mammografia. Esso mi fa tornare alla mente una recente lettura - nei luoghi oscuri della saggezza, di P. Kingsley - ove si analizza il viraggio che la filosofia antica subì: nacque con Parmenide dal culto della saggezza e dopo poco tempo precipitò nell'affermazione della sola logica aristotelica. Analogamente, qui si vuol spostare lo spirito originario dell'EBM, legato alla raccolta saggia e paziente di diverse tipologie di lavori di qualità, verso le ferree griglie dei soli trial randomizzati. Si enfatizza solo la "verità" del massacro reciproco di trial costosissimi e perciò rarissimi e si svaluta tutto il resto.

Anche in questo campo si rischia di assistere ad una logica di escalation, "militare" e spettacolare insieme, che coinvolge solo qualche centro epidemiologico e qualche grande "CNN" del giornalismo scientifico. E come al solito avremo delle vittime collaterali (le pazienti ed i medici di famiglia senza più bussola) e qualche "speculatore" dell'ultima ora: se crolla una delle poche manovre accreditate sino ad oggi da autorevoli linee-guida, allora impererà il relativismo e con esso chi vorrà spostare risorse dalla ormai "vecchia e tramontata" mammografia ... verso la TAC a spirale per i grandi fumatori, che magari pagano più tasse e che quindi hanno diritto a un nuovo servizio.
Un medico pratico ...ma un po' "spostato" dal peso barocco delle evidenze...


Per saperne di più:

Alessandro Liberati è stato intervistato sul tema dal BMJ lo scorso 26 ottobre.

Il sito del Centro Cochrane Italiano ha riservato al dibattito un'ampia sezione.


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