|
I Porcospini rivisitati: a proposito di verifica in psicoterapia Renzo
Carli Nel sesto capitolo di Psicologia delle masse ed analisi dell'Io, Freud parla del "famoso paragone schopenhaueriano dei porcospini che hanno freddo"; l'obiettivo della citazione è quello di richiamare l'attenzione del lettore sul modo in cui, generalmente, gli uomini si comportano gli uni verso gli altri. In nota viene riportato il paragone tratto da Parerga e Paralipomena:
Qualche tempo fa, in una discussione amichevole sulla psicoterapia, a qualcuno venne alla mente di "paragonare" l'apologo dei porcospini alla psicoterapia psicoanalitica, o se si vuole alla "psicoanalisi" intesa quale cura. Dissi, mi ricordo, che il paragone poteva anche andar bene; ma le cose, a mio modo di vedere, erano andate diversamente da come si raccontava: i porcospini si scaldano andando avanti e indietro, nel tentativo di evitare i "due mali", non quando trovano una moderata distanza reciproca! Riporto questa osservazione, evidentemente ironica,
perché mi sembra utile per dire, sin dall'inizio, come la penso
sull'annoso problema della verifica in psicoterapia; penso che la psicoterapia
sia un'esperienza che vada valutata all'interno del processo che realizza;
ritengo, di contro, scorretto e per più ragioni considerarla come
un intervento di cui si debbano validare i "risultati". La psicoterapia,
ma mi riferisco in particolare alla psicoanalisi ed alla psicoterapia
ad orientamento psicodinamico, è l'andare, non la strada per la
quale vai. |
||||||||||||||
|
||||||||||||||