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ANGINA PECTORIS
Il restringimento su base aterosclerotica di una o più coronarie
è la causa più comune di angina pectoris. Altre cause
di angina comprendono la stenosi aortica grave, la cardiomiopatia ipertrofica,
l'ipertensione polmonare e le miocardiopatie. Tuttavia, in rari casi,
un'angina tipica può essere presente in assenza di evidenti malattie
cardiache o anormalità dimostrabili delle coronarie. Lo spasmo
delle coronarie è considerato una possibile causa di angina sia
in pazienti con coronarie anatomicamente normali, sia in pazienti con
vasculopatia aterosclerotica. È opportuno ricordare che l'angina
non è comune negli uomini di età inferiore a 35 anni e nelle
donne prima della menopausa, a meno che non coesistano diabete, ipertensione
arteriosa o dislipidemia.
CARATTERISTICHE DEL DOLORE ANGINOSO
- Il dolore toracico è un dolore "viscerale" (poco
localizzato) di tipo compressivo, oppressivo, urente o simile a un peso.
- È di breve durata, da 2 a 10 minuti, raramente dura di più
o di meno.
- Di solito è di intensità moderata.
- Il dolore è tipicamente retrosternale, potendosi però
localizzare anche altrove. Anche in quest'ultimo caso, però,
il dolore viene riferito in parte dietro lo sterno. Il dolore, inoltre,
viene riferito al precordio, al collo, alla mascella, alle spalle, alle
braccia, alla schiena e all'epigastrio. È comune specialmente
l'irradiazione alla spalla e al braccio sinistro.
- Il dolore è scatenato da sforzi fisici o stress emotivi o da
entrambi. Si presenta più frequentemente dopo i pasti, durante
l'esposizione all'aria fredda o al vento, mentre si cammina in salita
o mentre si salgono le scale. Il dolore spesso aumenta in posizione
supina. Una domanda chiave da porre è: "Accusa dolore dietro
lo sterno se cammina rapidamente in presenza di aria fredda?".
- Il dolore anginoso di solito può essere escluso nelle seguenti
circostanze:
a. Se può essere localizzato con un dito.
b. Se dura meno di 30 secondi o più di 30 minuti.
c. Se il dolore è pungente, come una fitta.
d. Se si verifica solo a riposo, con due eccezioni: 1) l'angina
che precede l'infarto miocardico e 2) una forma variante di angina,
descritta da Prinzmetal, che è caratterizzata da dolore a riposo,
ma non durante sforzo. Il vasospasmo delle coronarie è oggi considerato
la causa principale di questa sindrome.
- Se il dolore è costantemente intenso.
COESISTENZA DELL'ANGINA
CON DOLORE DI ALTRA NATURA
Il dolore anginoso può coesistere con il dolore toracico dovuto
a malattie muscolo-scheletriche. Quando ciò si verifica si può
rintracciare la storia di un secondo tipo di dolore toracico diverso,
per caratteristiche, dal dolore anginoso. Il riscontro di una dolorabilità
alla palpazione della parete toracica conferma la natura muscolo-scheletrica
di questo dolore aggiuntivo.
La presenza di una preesistente patologia del collo, delle braccia, delle
spalle, del torace o dell'addome superiore può a tal punto condizionare
il sistema nervoso che, se l'angina pectoris insorge successivamente,
il dolore ischemico può essere erroneamente percepito come originantesi
da queste strutture. Questo spiega almeno alcuni casi di angina atipica.
Alcuni pazienti con coronaropatia cronica di vecchia data possono sviluppare,
specialmente dopo interventi a cuore aperto, un dolore precordiale urente,
che si associa a dolorabilità della parete anteriore del torace.
La natura di questa sintomatologia, che è stata chiamata causalgia
cardiaca, è sconosciuta.
Nella maggior parte dei pazienti la diagnosi di angina può essere
fatta solo sulla base dell'anamnesi. Quando esiste un dubbio o quando
la diagnosi è difficile, può essere di aiuto attuare le
procedure sottoelencate.
APPROCCIO DIAGNOSTICO
- Esame obiettivo.
L'esame del cuore raramente fornisce informazioni sufficienti per porre
una diagnosi certa di angina pectoris. Tuttavia, i riscontri obiettivi
sottoelencati forniscono ulteriori prove in tal senso, specialmente
se essi vengono raccolti durante un episodio di dolore.
a. Un quarto tono cardiaco udibile o palpabile.
b. Un aumento della pressione arteriosa o della frequenza cardiaca
o di entrambi.
c. La comparsa di un soffio da rigurgito mitralico dovuto alla
disfunzione del muscolo papillare.
d. Un'area palpabile di discinesia o caratterizzata da una convessità
in corrispondenza o intorno all'apice cardiaco.
e. Uno sdoppiamento paradosso del secondo tono.
f. L'attenuazione del dolore dopo massaggio del seno carotideo
(test di Levine). Questa attenuazione del dolore sembra correlata al
rallentamento della frequenza cardiaca prodotto dal massaggio del seno
carotideo. Nell'eseguire il test, per evitare di influenzare il paziente
nell'interpretare i risultati, il medico dovrebbe chiedere se la manovra
ha peggiorato il dolore. La risposta che il dolore non è aumentato
ma che invece è diminuito costituisce evidenza in favore della
diagnosi di angina.
- Uso della nitroglicerina.
Nella maggior parte dei casi la nitroglicerina sublinguale allevia il
dolore anginoso in 3 minuti o meno, sempre che le compresse siano efficaci
(capaci di indurre mal di testa, arrossamento o una sensazione di bruciore
sotto la lingua). L'incapacità da parte delle compresse di nitroglicerina
(specialmente se prese a intervalli di 3-5 minuti) di alleviare il dolore
toracico indica o che il dolore non è di origine cardiaca o,
se è di tipo anginoso, che può rappresentare un'angina
instabile o un infarto del miocardio. D'altra parte, l'asserzione da
parte del paziente che il dolore diminuisce 10 minuti o più dopo
aver preso la nitroglicerina è un'evidenza contro, piuttosto
che a favore della diagnosi di angina.
- Modificazioni elettrocardiografiche.
a. Non esistono modificazioni elettrocardiografiche tipiche di
angina pectoris. Infatti l'ECG eseguito in condizioni di riposo è
spesso normale nei pazienti con angina.
b. Durante gli attacchi di angina, il sottoslivellamento del
tratto S-T è l'anormalità più frequente, ed è
dovuto alla lesione e all'ischemia del subendocardio. Questo reperto
è tuttavia aspecifico. Se c'è uno spasmo delle coronarie,
può essere presente un sopraslivellamento del tratto S-T (e occasionalmente
uno slargamento dell'onda R), sebbene siano state osservate anche depressioni
del tratto S-T e modificazioni dell'onda T.
c. L'ECG registrato sia durante che dopo sforzo accresce l'accuratezza
della diagnosi elettrocardiografica. Il criterio più importante
per considerare positiva una prova da sforzo è costituito dalla
presenza di un sottoslivellamento piatto o in discesa del tratto S-T
di almeno 1 mm e che duri da 0,08 a 0,12 secondi. La prova da sforzo
può essere eseguita salendo le scale o camminando su un nastro
ruotante o pedalando su una bicicletta.
d. La prova da sforzo può non essere attendibile in donne
di età inferiore a 40 anni. In questo gruppo l'incidenza di vasculopatia
coronarica è molto bassa, ma non è raro che vi siano falsi
positivi, ossia sottoslivellamenti del tratto S-T.
e. Le modificazioni elettrocardiografiche dell'ischemia sono
probabilmente molto più frequenti in assenza di sintomi anginosi.
L'ischemia silente può essere evidenziata durante sforzo o durante
monitoraggio elettrocardiografico ambulatoriale.
f. L'aggiunta della scintigrafia con Tallio 201 o Tecnezio 99m
ha aumentato la sensibilità dell'elettrocardiogramma da sforzo.
g. La scintigrafia è utile soprattutto quando l'ECG da sforzo
è difficile da interpretare (ad esempio in presenza di blocco
di branca sinistro, marcata ipertrofia ventricolare sinistra, sindrome
di Wolff-Parkinson-White) o quando i sintomi e il riscontro elettrocardiografico
con i test da sforzo ordinari non sono sufficienti per porre diagnosi.
- Angiografia coronarica selettiva.
L'angiografia coronarica è attualmente il metodo più accurato
per porre diagnosi di coronaropatia e per determinarne la gravità.
La procedura comporta rischi assai ridotti. Come regola generale, la
sintomatologia della cardiopatia ischemica si correla molto bene con
l'evidenza angiografica dell'occlusione coronarica. Tre eccezioni sono
degne di nota:
a. In alcuni soggetti l'angiografia può evidenziare gravi
ostruzioni delle coronarie in assenza di sintomi; la presenza di un'ostruzione,
quindi, non significa necessariamente che vi sia una relazione di causa-effetto
con il dolore toracico.
b. Lo spasmo delle coronarie causa senza dubbio un dolore anginoso
in alcuni pazienti, ma lo spasmo non è sempre evidente all'angiografia.
Manovre atte a indurre lo spasmo, come l'iniezione intracoronarica di
ergonovina, si sono dimostrate utili in alcuni casi. Nella maggior parte
dei casi l'assenza di un riscontro angiografico di restringimento coronarico
aiuta a escludere l'angina come causa del dolore toracico.
c. In alcuni pazienti i sintomi tipici di angina si abbinano
all'evidenza elettrocardiografica e scintigrafica di ischemia, ma senza
che sia dimostrabile un restringimento aterosclerotico o uno spasmo
dei vasi. Questa entità, chiamata "sindrome X", può
rappresentare l'incapacità da parte del microcircolo a dilatarsi
sotto stress.
DOLORE MUSCOLO-SCHELETRICO
Le strutture muscolo-scheletriche del collo, delle spalle e del torace
sono le fonti più comuni di dolore toracico.
Il dolore toracico anteriore o posteriore o entrambi possono derivare
dall'interessamento delle radici dei nervi della colonna cervicale e del
tratto toracico superiore per la presenza di osteoartrite, degenerazione
dei dischi intervertebrali o deformità scheletriche. La natura
radicolare e la componente posteriore del dolore aiutano a differenziarlo
dal dolore anginoso. Il dolore tende a presentarsi di notte. Può
essere scatenato dalla fatica, da posizioni non corrette del corpo e da
movimenti del segmento interessato, ma non del corpo nel suo insieme.
La tosse e gli starnuti possono acuirlo. Il dolore è, in genere,
di natura sorda, ma è spesso caratterizzato da brevi accessi di
dolore acuto. Il dolore può protrarsi ogni volta per ore. Esso
viene alleviato di solito dal riposo, dagli analgesici, da esercizi posturali
e dal riscaldamento locale.
Il dolore o il rigonfiamento costocondrale e condrosternale, o entrambi
(sindrome di Tietze) possono simulare l'angina. Il dolore di solito è
ben localizzato, ma può irradiarsi attraverso il torace e alle
braccia. La dolorabilità alla palpazione delle articolazioni interessate,
soprattutto se questa è in grado di riprodurre la sintomatologia
dolorosa, costituisce l'elemento essenziale per la diagnosi.
Nelle persone giovani il dolore localizzato alle coste è generalmente
il risultato di un trauma. Le fratture, conseguenza di un trauma o di
una tosse insistente, sono facili da riconoscere all'esame obiettivo,
ma altre cause meccaniche di dolore delle coste possono essere meno evidenti.
Ad esempio, il trauma può aumentare la mobilità delle estremità
anteriori delle coste più basse. Il dolore che viene descritto
come acuto o urente può essere evocato dalla pressione locale.
I tumori delle coste che provocano dolore sono di solito di origine metastatica.
Dolori fugaci, pungenti, lancinanti sono comuni in molti individui normali.
Essi si differenziano facilmente dall'angina per le loro caratteristiche,
per la loro brevità e per la mancanza di ogni relazione con sforzi
o stati emotivi. La causa di questi dolori è sconosciuta.
La sindrome dello sbocco toracico (ad esempio sindromi dello scaleno
anteriore, costoclavicolare, da iperabduzione, della costa cervicale)
può essere causa di dolore toracico. I sintomi dipendono dalla
compressione delle strutture nervose o vascolari allo stretto superiore
del torace. La compressione dei nervi è più frequente; i
sintomi più comuni che ne derivano sono dolore e parestesie. Non
si riscontra frequentemente un'evidente debolezza muscolare. La compressione
vascolare è alquanto rara. Possono essere presenti segni di ostruzione
venosa associata a trombosi. I movimenti delle braccia e della testa possono
riprodurre il fastidio o il dolore. Spesso è difficile valutare
l'effetto delle varie manovre, perché queste possono riprodurre
segni di compressione neurovascolare anche in alcune persone normali.
Il riscontro di una ridotta velocità di conduzione del nervo ulnare
è attualmente considerato il miglior dato obiettivabile per dimostrare
una compressione di questa natura. L'angiografia può essere indicata
nei pazienti che accusano sintomi riferibili a ostruzione vascolare.
Patologie della spalla possono provocare un dolore riferito al torace.
Sebbene il dolore possa aumentare con lo sforzo, un attento esame rivela
che l'accentuazione del dolore è legata a movimenti specifici della
spalla e non del corpo. Sono di solito presenti una dolorabilità
locale, un dolore evocato da movimenti passivi e una limitazione dei movimenti
stessi.
Una causa di solito evidente, ma meno comune, di dolore toracico è
costituita dall'herpes zoster e dalla flebite superficiale delle vene
della parete toracica o della mammella.
ALTRE CAUSE DI DOLORE TORACICO RICORRENTE
Un dolore toracico simile a quello anginoso può essere accusato
durante gli stati ansiosi. Il dolore può manifestarsi sotto
varie forme: a) intermittente acuto, come una coltellata, b) una sensazione
dolorosa precordiale persistente, non correlata con gli sforzi, e c) una
sensazione di oppressione al torace. Tipicamente non c'è un legame
tra il dolore e l'attività fisica. Il dolore tende a comparire
qualche tempo dopo lo sforzo e con gli stati di affaticamento. La durata
del dolore è variabile. Esso può durare per alcuni secondi,
alcune ore o anche alcuni giorni. Si associano frequentemente una respirazione
sospirosa e sintomi dovuti all'iperventilazione. L'affermazione "il
dolore proviene dal mio cuore" è un elemento indicativo di
un dolore su base psichica.
Il dolore che si accompagna all'esofagite da reflusso, con o senza
ernia iatale, può simulare molto da vicino il dolore anginoso.
Esso è retrosternale e può irradiarsi al braccio sinistro
e alla mascella. Può essere scatenato da un pasto abbondante, da
un eccessivo consumo di alcool e da cibi lungamente stagionati. Il dolore
è spesso notturno e viene scatenato dall'assunzione della posizione
sdraiata. Il paziente può notare un sapore acido in bocca. Nei
casi più gravi il piegarsi in avanti può provocare il rigurgito
di contenuto gastrico. Il dolore può essere alleviato dall'assunzione
della posizione eretta e dall'ingestione di antiacidi. La riproduzione
del dolore mediante infusione di acido, la dimostrazione del reflusso
di bario, gli studi di motilità dell'esofago e l'esofagoscopia
con biopsia forniscono elementi utili per la diagnosi. Lo spasmo esofageo
diffuso può essere presente in assenza di reflusso. Il dolore,
spesso riferito come una sensazione oppressiva o compressiva, può
essere alquanto variabile. Esso può essere lieve o intenso, di
durata breve o alquanto prolungata. È solitamente localizzato dietro
allo sterno e può irradiarsi alla mascella, al collo, alla schiena
o alle braccia. Il dolore spesso insorge durante i pasti e si associa
a disfagia per i cibi sia liquidi che solidi. In molti casi esso scompare
dopo l'assunzione di nitroglicerina. Il dolore da spasmo esofageo è
simile a quello anginoso sotto vari aspetti. Studi manometici e radiologici
appropriati possono essere necessari per formulare la diagnosi.
Il dolore associato all'ipertensione polmonare può simulare
quello anginoso in quanto è scatenato dallo sforzo. L'associazione
di una dispnea moderata o grave con l'evidenza di ipertensione polmonare
costituisce un elemento diagnostico. La risposta alla nitroglicerina non
è così chiara come nell'angina.
È stata spesso riportata una associazione fra dolore toracico
e prolasso della valvola mitralica, ma recenti osservazioni hanno sollevato
qualche dubbio su questo legame. Si ritiene che il dolore toracico in
questi pazienti sia del tutto incidentale e quindi privo di un legame
eziopatogenetico.
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