24 Febbraio 2009
Il web collaborativo in medicina
 
Mettere ordine nella evoluzione a tratti caotica degli strumenti tipici del web 2.0 e delle loro applicazioni in medicina, identificandone finalità e possibili beneficiari e senza tralasciare la discussione su limiti, criticità e novità che da qui a qualche anno, grazie al web semantico, potranno ulteriormente trasformare il rapporto tra web e sanità: ecco il senso di Web 2.0 e Medicina, un saggio appena pubblicato a firma di Eugenio Santoro.

Spiega l’autore, responsabile del Laboratorio di Informatica Medica dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri: "Un nuovo web sta nascendo. Questa è la convinzione di tecnici, sociologi, ricercatori, esperti di comunicazione, uomini di marketing e semplici osservatori della rete, davanti ai continui mutamenti del web negli ultimi anni. La trasformazione è globale e coinvolge anche l’Italia (sebbene in misura inferiore rispetto al resto dei paesi, soprattutto quelli anglosassoni). Lo testimoniano i dati di una recente indagine che dimostrano come negli ultimi dodici mesi l’utenza nostrana sia cresciuta esponenzialmente per particolari applicazioni come Wikipedia (+122%), YouTube (+1034%) e MySpace (+1295%).

Ma cosa è il web 2.0, quali sono i suoi strumenti, quali le potenzialità e, soprattutto, quali applicazioni possono essere impiegate in ambito medico-sanitario?. Feed RSS, podcast, wiki, social network per i medici e social network per i pazienti. E poi ancora blog, YouTube, cartelle cliniche online... Ogni capitolo di questa guida è introdotto da una descrizione generale dello strumento preso in esame, che illustra al lettore le modalità del suo impiego e le diverse esperienze sviluppate in ambito sanitario. Commenta Silvio Garattini, fondatore nel 1963 e direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri: “Un recente articolo di Richard Smith, pubblicato dallo storico editor del British Medical Journal sul blog che oggi cura per conto della prestigiosa rivista inglese (da sempre attenta a sfruttare e a promuovere l’uso delle nuove tecnologie offerte da Internet per diffondere l’informazione scientifica), titola “Abituatevi a conoscere e usare il web 2.0 oppure rimarrete persone ancorate al passato”. L’accorato invito è rivolto ai medici, soprattutto quelli di mezza età, meno avvezzi alle nuove tecnologie e alle nuove opportunità offerte dalla rete, e a quanti ancora non hanno compreso le potenzialità del web 2.0 in sanità. Ma potrebbe essere esteso a tutti coloro (cittadini, pazienti, operatori sanitari) che finora sono stati solo fruitori della rete e delle sue informazioni. L’augurio è che il presente volume possa fornire un valido contributo per diffondere anche tra i medici e i cittadini/pazienti italiani l’uso di queste tecnologie e per colmare il divario che in questo campo ci separa dagli Stati Uniti e dagli altri paesi europei.

Fonte
Santoro E. Web 2.0 e Medicina. Il Pensiero Scientifico Editore 2009.

david frati
 
 
Il Pensiero Scientifico Editore per Yahoo! Salute