I libri del mese di Dicembre 1998
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Libertà di cura e libertà di terapia La medicina tra razionalità scientifica e soggettività del malato Un libro di 102 pagine L'autore: Amedeo Santosuosso |
Sfogliando le pagine del libro...
Dall'Introduzione al volume
L'inverno 1998, particolarmente mite nel clima, è quanto mai aspro sul fronte della medicina e della sanità.
Per mesi la vicenda della multiterapia antitumorale Di Bella occupa le prime pagine dei giornali.
Manifestazioni di piazza, sentenze e pronunciamenti infuocati, provvedimenti legislativi e ministeriali hanno al centro la richiesta di numerosi malati di tumore di ottenere, comunque, quei farmaci che vengono propagandati come la soluzione, disponibile ma negata dalla scienza ufficiale e dalla burocrazia ministeriale, per la loro malattia.
La questione agita il mondo politico, che amplifica i conflitti e, in modo paradossale, si divide tra sostenitori e negatori dei diversi orientamenti terapeutici, distribuiti gli uni prevalentemente a destra e gli altri a sinistra.
Saltano un po' tutti i codici di comportamento.
Il mondo della ricerca scientifica e quello delle scelte sanitarie entrano in contatto, diretto e violento, con le pressioni della piazza.
Nei media la questione sfugge ai giornalisti scientifici e dilaga nella cronaca, dove hanno ampia risonanza gli umori di una piazza spesso sapientemente gestita.
Nella magistratura qualche giudice, ispirandosi al modello aggressivo di certi procuratori della repubblica, guerreggia chiassosamente con scienziati, medici e ministri e instaura un dialogo diretto con la piazza dei suoi sostenitori.
Esponenti del mondo scientifico danno avallo a sperimentazioni non in linea con gli standard normalmente praticati a livello nazionale e internazionale.
In nome della libertà di cura, qualche giunta regionale impone ai medici di somministrare farmaci e terapie e... si potrebbe continuare.
Un tema prevale su tutti: quello della libertà di cura e del diritto di ognuno di curarsi come meglio crede.
È come se in Italia, all'improvviso, la medicina fosse stata deposta dal trono della sua autorità morale e scientifica.
Quello che nelle analisi teoriche e nel dibattito bioetico era chiaro da tempo si manifesta di colpo come acquisizione e moto di una popolazione, che rivendica il diritto di scegliere e di decidere.
Un vero sommovimento in nome della "libertà” contro la "necessità" della scienza, della medicina e delle scelte sanitarie su di essa fondate.
Sono mesi nei quali non è possibile discutere e ragionare: non è il momento della razionalità.
Ora che il mite e terribile inverno 1998 si è allontanato, è forse possibile cominciare a leggere i termini di un conflitto, o forse è meglio dire di una pluralità di conflitti, che, solo sopiti, sono pronti a riproporsi alla prima occasione.
In tal senso questo è un libro non sul caso Di Bella ma sui problemi irrisolti che ne hanno consentito l'esplosione.
L'obiettivo è di contribuire a individuare e analizzare i componenti di una così potente miscela.
L'indice del Volume
Introduzione
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