Un'ostetrica in viaggio nel Sud del Mondo
 
"Di solito le donne partoriscono a casa, la maggior parte senza un’assistenza prenatale, e si rivolgono a noi solo in caso di complicazioni per il parto o per il nascituro. Proprio per questo, diamo loro alla 32esima settimana un kit igienico che contiene sapone, guanti, garze, un telo di plastica e una lama sterile per tagliare il cordone ombelicale anche se le incoraggiamo a venire da noi. Quando vengono a partorire da noi, vanno a casa immediatamente, di solito entro un’ora!"

Lynda, ostetrica

Dopo aver lavorato per 20 anni come ostetrica in Inghilterra,
Lynda ha deciso di partire per il Pakistan con Medici Senza Frontiere
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© Medici Senza Frontiere

Medici Senza Frontiere è la più grande organizzazione privata di assistenza medica in contesti di emergenza come guerre, epidemie e catastrofi naturali. Ogni anno oltre 2 mila professionisti mettono a disposizione parte del loro tempo per lavorare in uno dei quasi 70 Paesi in cui siamo presenti. Gli operatori di Medici Senza Frontiere lavorano in Paesi dove le strutture sanitarie sono state distrutte, abbandonate o sono in condizioni a dir poco disastrate. I nostri beneficiari sono le popolazioni civili di questi paesi, e i nostri pazienti sono quasi sempre le persone più "vulnerabili", cioè i più deboli fra gli abitanti di questi contesti: donne – bambini – anziani.

Per questo una delle figure di cui Medici Senza Frontiere ha maggiormente bisogno è quella dell’ostetrica. Nelle missioni di Medici Senza Frontiere sono necessarie ostetriche – preferibilmente donne, nel rispetto delle culture locali che accettano difficilmente gli uomini in questo ruolo – che siano professionalmente indipendenti e autonome, capaci di diagnosticare problemi relativi alla gravidanza e di rispondere ad emergenze in campo ostetrico. Le ostetriche hanno l’appoggio di figure professionali locali, in molti casi estremamente preparate, ma comunque sempre bisognose di formazione e supporto.

In un progetto tipico, l’ostetrica lavora in quella che si chiama Mother & Child Health Clinic, cliniche totalmente dedicate alle donne e ai loro bambini nei primi anni di vita. Le attività principali riguardano il controllo delle nascite, le visite prenatali, l’assistenza al parto, le visite post-natali, e l’assistenza nel periodo dell’allattamento al seno. Nelle cliniche di Medici Senza Frontiere, le donne vengono seguite dal punto di vista medico e nutrizionale, al fine di assicurarsi che abbiano tutti quei microelementi e micronutrienti di cui è priva la dieta locale. Si cerca inoltre di prevenire le eventuali complicanze e si fanno formazioni sull’igiene personale e dei nascituri. In molte di queste cliniche è prevista anche la presenza di un piccolo reparto di maternità per l’assistenza diretta al parto per quelle donne che decidano di partorire in una struttura controllata.

Un’altra attività fondamentale è quella della formazione e del supporto alle ostetriche tradizionali, figure spesso presenti nei paesi in via di sviluppo. Si tratta di donne, con grande esperienza pratica, ma senza una formazione accademica in campo medico. Queste ostetriche tradizionali vivono nei villaggi più periferici e lavorano con noi: per questo è fondamentale che ricevano una formazione specifica nel campo dell’igiene e della sterilità e che siano supportate con materiali di base per aiutarle a dare un’assistenza migliore alle loro pazienti.

In alcuni casi Medici Senza Frontiere gestisce reparti di maternità in ospedali locali. In questi casi le attività sono dedicate al miglioramento di questi reparti ed alla formazione dello staff locale.

In una società occidentale dove la cultura professionale si indirizza sempre di più alla tecnologia, non è facile trovare personale che sappia lavorare con mezzi limitatissimi e talvolta assenti. Ecco perché Medici Senza Frontiere richiede che le sue ostetriche siano molto flessibili e anche pronte ad imparare dalle colleghe locali manovre e tecniche che da noi sono ormai storia nei vecchi libri di medicina.

Cosa si richiede quindi ad una ostetrica che voglia partire con Medici Senza Frontiere?

  • Che abbia almeno tre anni di esperienza professionale;
  • che conosca a un livello avanzato almeno una lingua straniera (inglese o francese);
  • che abbia esperienza di formazione o insegnamento;
  • che sia molto flessibile dal punto di vista professionale.

Medici Senza Frontiere, maggio 2007

 

Le ostetriche – e tutti gli altri professionisti medici e infermieri – che desiderino fare una missione con Medici Senza Frontiere possono inviare il proprio curriculum all’indirizzo reclutamento@msf.it oppure compilare il modulo scaricabile dal sito.

 
 
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